Primi e Ultimi / 2

Primi per costo delle ADSL in europa

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2007/05/internet-altroconsumo.shtml?uuid=2bfbb7ae-0aa8-11dc-acb7-00000e25108c

Ultimi per prestazioni

http://www.dday.it/redazione/17688/italia-lumaca-deuropa-nostre-le-connessioni-piu-vergognose

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Trenitalia Errore 341: Le procedure di rimborso con Paypal.

UPDATE 09/09/2015: A quanto pare, dai numerosi commenti ricevuti a questo articolo, Trenitalia ha finalmente risolto i problemi delle procedure di pagamento ed adesso gestisce gli storni anche per chi paga via PayPal. Normalmente in caso di errore 341 l’importo addebitato viene stornato nel giro di mezz’ora. Chiedo ai lettori di segnalare la loro esperienza, sia in caso di problemi sia in caso di esito positivo del rimborso. Sembra comunque che i problemi siano stati definitivamente risolti. In basso il resoconto della mia esperienza, che, probabilmente (grazie anche alla mia insistenza ed alle numerose segnalazioni), è stata utile a portare alla luce il problema.

 

 

 

Il 26/01/2015 sono sul sito di Trenitalia per acquistare un biglietto. Scelgo soluzione di viaggio, posto, inserisco i dati della carta di credito, ma in fase di conferma qualcosa va storto.
“Il biglietto non è stato emesso ma eventuali importi addebitati sulla carta le saranno stornati”, dice in modo rassicurante il sito di Trenitalia. E io già sudo freddo.
Immediatamente mi faccio la domanda: è possibile che in una azienda come Trenitalia, la procedura di storno, pensata da chi gestisce i sistemi di pagamento, possa non tener conto del fatto che gli addebiti di chi paga tramite Paypal, con una carta prepagata utilizzata come fonte di alimentazione del conto, non siano stornabili?
La risposta che mi do, purtroppo, è: “Si, è possibile. Anzi, dirò di più. E’ maledettamente probabile“.

La cifra fortunatamente non è troppo grande: 28 euro. Questo è il messaggio di errore, che ho conservato:

errore

Mi autoconvinco del fatto che in fondo sono un menagramo pessimista malfidato, e che una azienda grande come Trenitalia non si metterà mica a perdersi i soldi dei clienti, ma cosa vai a pensare, avranno fatto un accordo con Paypal, che ne so.

Quindi ricomincio da capo la procedura, con fede incrollabile, e stavolta riesco ad effettuare la transazione ed ad acquistare il biglietto. Vado per curiosità a controllare sull’estratto conto della mia carta di credito prepagata, e, come sospettavo, ho il doppio addebito (sia quello acquistato sia quello non andato a buon fine).

CartaPrepagata_Gennaio

Vado a controllare su Paypal, ed anche qui ho il doppio addebito

Paypal_Gennaio

Ma il sito mi diceva di stare tranquillo, quindi che vuoi che sia, i soldi me li ridaranno e questi doppi adebiti spariranno dai miei estratti conto, no?

Ma io tranquillo non lo sono affatto. Perché conosco le grandi aziende italiane. So come sono disorganizzate in alcuni comparti. E quindi sono quasi certo del fatto che, come minimo, dovrò iniziare una lunga e perigliosa odissea per riavere indietro questi soldi. Ed è tutto da vedere se ci riuscirò o meno. “Ho capito, mi attrezzo con il solito blog post come faccio ogni volta che faccio reclamo ad una grande azienda”, penso, “così prenderò nota delle date, delle cose che ho fatto, delle cose che mi ha detto l’azienda, e quando, alla ventesima telefonata, qualcuno mi chiederà con la consueta cortesia “Scusi, mi ripete per favore tutta la vicenda dall’inizio?” io potrò dirgli, con tranquillità e con il sorriso sulle labbra: “Ma certo, non c’è problema, ho segnato tutto, anzi, guardi, se vuole le mando il link del mio post su Internet, così si può leggere con calma tutta la vicenda”.

30/01/2015 | +4 giorni
Come volevasi dimostrare, di storni non ne vedo l’ombra. Chiamo il CallCenter di Trenitalia per chiedergli come devo comportarmi. Ho intanto già capito che, se non mi attivo io, questi soldi non mi verranno mai riaccreditati. L’operatrice mi suggerisce di fare reclamo sul sito. Compilo diligentemente il form, invio e spero che qualcuno dall’altra parte lo legga. Ricevo conferma del fatto che il reclamo è stato preso in carico (id 2731848 rowid:1-32UU68E).

05/02/2015 | +10 giorni
Trascorsa una settimana, non avendo ricevuto alcun segno di vita, decido di provare di nuovo con il Call Center. Una operatrice molto gentile mi dice che ovviamente non ci saranno problemi e che la somma verrà riaccreditata. “Mi permetto di farle notare cortesemente che invece secondo me i problemi ci sono, perché questa cosa mi è già successa in passato,  e la somma non mi è stata riaccreditata, ma tanto erano solo 3,50 euro per un biglietto regionale e quindi non ho neanche provato a reclamare, ho lasciato perdere”. Inizia a fare un po’ di verifiche. Mi rassicura e mi dice che dovrò aspettare fino a 60 giorni per riavere indietro i miei soldi. Se poi le cose non dovessero sistemarsi, dovrò ricorrere alla procedura di conciliazione disponibile sul sito di Trenitalia.
Riassumendo quindi sin qui, Trenitalia mi addebita per due volte una transazione, non mi fa lo storno, ed io devo aspettare 60 giorni per avere una risposta. Vabè la somma mi rimane bloccata per 60 giorni, ma che vuoi che sia. D’altronde chi è di noi che non si può permettere di finanziare Trenitalia per soli 60 giorni? Vabe dai, evitiamo le polemiche e chiudiamo la chiamata attendendo pazientemente come ci viene indicato.

09/02/2015 | +14 giorni
Al momento ancora tutto tace, i dobbi addebiti sono tuttora presenti. Mon ho ricevuto comunicazioni di alcun tipo né via email né via telefono.

15/02/2015 | + 20 giorni
Nessuna nuova, e gli addebiti sono ancora lì, sia su Paypal:

update_15Feb

Sia sulla carta prepagata:

Update_15feb_carte

16/03/2016 | 50 giorni
Di rimborsi ancora neanche l’ombra. Il mio reclamo inoltrato tramite sito finora non ha ricevuto nessuna risposta. Il call center mi dice che non riesce a vedere se il reclamo è stato preso in carico o meno. Mentre sto parlando con i vari operatori nei tentativi fatti nei giorni precedenti, ripetutemente mi cade la linea (problema tecnico ai sistemi che dura da giorni, o molto più probabilmente ditino improvvido dell’operatore di turno che non sa più che pesci prendere e quindi decide di troncare così la conversazione?). Richiamo. Rispiego tutto. Numerose volte. Alla fine un operatore (codice operatore A340) si fa lasciare il mio numero di telefono, dicendomi “la ricontatto tra qualche minuto dopo aver fatto delle verifiche”. E’ evidente che gli operatori cercano semplicemente di rimbalzarmi, perché non sanno cosa rispondermi, e come uscirne fuori!! Dopo pochi minuti l’operatore mi ricontatta dicendo che ha lasciato una segnalazione al suo supervisore e mi ricontatteranno nei prossimi giorni. E io già so che mi ricontatteranno sicuramente. Sono disposto a scommetterci sopra qualsiasi cosa non di mia proprietà. Per sfogarmi dedico di aprire un nuovo reclamo. Lo faccio con il seguente testo:

Salve,
il 30/01 ho già inoltrato reclamo per la problematica in oggetto (id 2731848 rowid:1-32UU68E). Ad oggi non ho ricevuto ancora nessuna risposta. Il 26/01 ho ricevuto dal sito internet, in fase di acquisto di un biglietto da 28 euro, il codice di errore 341. Il sito diceva “eventuali importi addebitati le saranno stornati”. Sono riuscito poi, riprovando, ad effettuare l’acquisto con successo. Il metodo di pagamento scelto era Paypal. Ad oggi, su paypal compare ancora il doppio addebito (28 relativi alla transazione non andata a buon fine, 28 relativi al PNR 2T83A5 del biglietto acquistato). Ho pubblicato il resoconto di tutta questa storia all’indirizzo internet https://mandricus.wordpress.com/2015/02/05/le-procedure-di-rimborso-di-trenitalia/ che sto continuando a tenere aggiornato, e sono stato contattato da numerosi utenti che hanno avuto lo stesso identico problema. Vi chiedo cortesemente di fornirmi istruzioni su come fare per riavere indietro i 28 euro indebitamente addebitati.

Riesco ad inoltrare il reclamo, e mi viene assegnato un nuovo codice reclamo (precisamente il codice 2756928, hey, lo dico per te che lavori in Trenitalia, qualora volessi andare a verificare se questa storia è vera). La pagina di ringraziamento del form, con una certa ironia, mi dice “La sua segnalazione verrà letta con attenzione e provvederemo subito ad attivare le azioni appropriate in base a tutte le informazioni disponibili. Inoltre, se ha chiesto di ricevere una risposta, questa le sarà inviata entro trenta giorni, come stabilito dalla Carta dei Servizi di Trenitalia. “.
Sorrido amaremente, pensando che il primo reclamo, dopo un mese e mezzo, giace ancora senza risposta.

25/03/2015 | + 60 giorni
Arriva una email di risposta da Trenitalia. Si tratta ovviamente della classica email di risposta preformattata preparata dal Team Leader di turno, che non risolve il problema, e che cerca di esonerare la società da ogni respnsabilità. Perché prende in esame il caso in cui si stia pagando con una carta di Credito, e non contempla il fatto che io invece sto pagando con Papal che addebita su una prepagata, che è il vero nocciolo del problema. Insomma la classica e-mail che sortisce come unico effetto quello di far imbufalire ancora di più il malcapitato cliente di turno (che in questo caso sarei io):

Gentile cliente, in riferimento alla richiesta di assistenza 2731848, le comunichiamo quanto segue:

La informiamo che, da verifiche effettuate, risulta essere stato finalizzato tramite l’account con User Id xxxxxxxxxxxxx un solo acquisto in data 26/01/2015 ore 21:41 per un biglietto del valore di 28.00 € avente codice PNR 2T83A5. Non si riscontra la presenza di doppi acquisti. La informiamo che in caso di problemi tecnici in fase di acquisto/cambio è possibile che il sistema di pagamento blocchi temporaneamente l’importo dalla carta di credito. L’importo viene automaticamente sbloccato e rimesso in disponibilità sulla carta stessa nei tempi previsti dai sistemi bancari che possono variare dai 2 ai 30 giorni lavorativi.

Restiamo a Sua disposizione per le future richieste di assistenza.

Quindi nessuno ha tenuto conto del fatto che, come dico da mesi, l’importo non è stato temporaneamente bloccato, ma è stato definitivamente addebitato e non è stornabile con le classiche procedure del circuito Mastercard, dal momento che tra il Merchant (Trenitalia) e la Carta di Credito (MasterCard) c’è di mezzo Paypal.

Procedo quindi ad inoltrare nuovo reclamo evidenziando quanto sopra. Questo è il testo inoltrato:

In relazione al reclamo 2731848 (rowid:1-32UU68E) segnalo che la risposta da voi ricevuta è totalmente insoddisfacente, in quanto non tiene conto del fatto che:

– Ovviamente è stato finalizzato un solo acquisto, il primo non è andato a buon fine, ricevendo codice di errore 341.
– L’importo non è stato temporaneamente bloccato, ma è stato definitivamente addebitato, dal momento che non stavo pagando con una carta di credito ma con una carta di debito (Paypal + Carta Prepagata).
– L’importo non è stato assolutamente sbloccato ed ad oggi sia sulla carta sia su Paypal permangono i doppi addebiti (posso produrre documentazione a corredo attestante i doppi addebiti).

Trenitalia continua a detenere indebitamente una somma addebitatami per un biglietto mai emesso. Vi prego cortesemente di analizzare il mio caso con maggiore attenzione.

Cordiali Saluti

Mi viene assegnato il codice reclamo 2763220 (rowid:1-3VOR2AL)

03/08/2015 – 8 mesi dopo

Alla fine TRENITALIA mi ha preso per stanchezza, ed ha vinto. Non c’è stato verso di farmi restituire questi soldi in nessun modo, e leggendo i commenti a questo articolo direi che non sono un caso isolato.

INTERNET FIBRA E TUTTO FIBRA TELECOM: ODISSEA DI UNA ATTIVAZIONE

Stanco di dover ripetere ogni volta all’ennesimo operatore del 187 l’odissea che vissuta per cercare di attivare il servizio Fibra di Telecom Italia, ho deciso di riportare su questa pagina la cronistoria dell’accaduto. Quello che segue è quindi il resoconto dell’esperienza vissuta cercando di attivare la connessione in Fibra con tecnologia FTTC denominata “Internet Fibra” con Telecom Italia.

Stando a quello che ho sentito in giro, normalmente, in caso di situazioni “standard”, la richiesta procede liscia ed in una settimana si riesce ad avere la linea in fibra attiva. Se si ha invece, purtroppo, la sventura di incappare in qualche “eccezione” del processo, o in una casistica che non era stata prevista in una richiesta standard.. in bocca al lupo!

Ci si ritrova, come cliente, a dover parlare con una azienda in cui ognuno sembra interrogare tool diversi, fornire versioni diverse, dare informazioni diverse, gestire pratiche diverse. Ci si ritrova a dialogare con un azienda in cui la stessa pratica che al call center risulta annullata, sull’area 187.it risulta in lavorazione, in cui un operatore vi dice che una cosa non si può fare ed un altro ve la fa in un secondo. In generale, si ha l’impressione di parlare con una azienda in cui la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra, con una azienda che subappalta la relazione con i clienti ad altre aziende, che hanno una visibilità molto limitata, non si prendono responsabilità, e sono assolutamete impotenti quando devono dialogare con altri pezzi della stessa azienda (che magari a loro volta sono altre aziende esterne a cui quel pezzo di processo è stato subappaltato).

Ecco il resoconto della mia odissea

24/03/2014 – Decido di fare il passaggio ad Internet Fibra. Chiamo il 187 e mi faccio aprire la pratica. Dopo averlo fatto inizio a cercare un po’ di info in giro e mi rendo conto che passando a Fibra sarò obbligato a dover utilizzare il modem della Telecom, visto che la tecnologia utilizzata non è la classica ADSL2 (quella della mia attuale connessione, e per la quale ho già comprato un mio modem router wi-fi con il quale gestisco tutto) ma bensì una VSDL, che tra l’altro per la linea telefonica VOIP utilizza un protocollo proprietario. Quindi sono costretto a dover utilizzare il modem che mi fornisce la Telecom. E questo è MALE, perché gli operatori telefonici in genere danno come modem in comodato paccottiglia da quattro soldi, con tutta una serie di funzionalità bloccate e a me la cosa secca molto. Annullo quindi la richiesta e cerco nel frattempo di capire se ci sono vie alternative.

26/05/2014 – Ok, mi sono convinto. Ho visto che ci sono diverse persone che sono riusciti a far funzionare il modem Telecom in bridge, utilizzando dietro al Modem VSDL fornito in comodato (un Thompson che non è poi neanche una ciofeca completa) un router alternativo completamente configurabile (DNS inclusi). Ho rimediato un Router Mikrotik con RouterOS . Ci sarà l’incognita di riuscire a far funzionare il modem telecom in modalità Bridge trasparente, ma pare che la cosa sia semplice ed indolore, sul vari forum è riportata la procedura da segure, quindi proviamo. Chiamo la Telecom e faccio di nuovo la richiesta al 187.

30/05/2014 – Mi arriva comunicazione del fatto che mi hanno attivato TUTTO FIBRA (ossia connessione + chiamate). Io avevo richiesto INTERNET FIBRA. Sarà una questione di principio, ma le chiamate non le voglio, anche se in promozione le due offerte costano uguale. Non voglio avere il vincolo di dover stare forzatamente 24 mesi con la Telecom solo per avere incluse le telefonate gratis che tanto non utilizzo. Chiamo l’operatore e li avverto del disguido, mi dicono che oramai la richiesta è fatta così e non si può modificare. Bisogna annullare la richiesta e farne un’altra. Ok, mio malgrado, chiamo e, come mi viene detto, annullo la richiesta. Questa “eccezione al processo” penso sia stata l’origine di tutti i mali, perché ho annullato la richiesta quando oramai la pratica era in stato di lavorazione avanzata ed ho ricevuto già in e-mail il contratto di attivazione.  Ma non voglio avere un contratto che prevede un vincolo, solo per avere in cambio un servizio che non ho richiesto.

08/05/2014 –  Dopo aver chiamato il 187 in media un giorno si e uno no per capire quando posso fare finalmente la nuova richiesta di INTERNET FIBRA (mi dicono sempre che la pratica precedente risulta ancora in lavorazione e che quindi non posso fare una nuova richiesta fino a che la vecchia non risulta chiusa), dopo aver fatto quattro solleciti, ed aver ricevuto almeno 5 versioni diverse da altrettanti operatori, decido di scrivere tramite sito per vedere se in questo modo si sblocca qualcosa

10/06/2014 – Aver scritto sul form del sito 187.it sembra aver sortito gli effetti sperati. Mi dicono che hanno chiuso le richieste che risultavano in lavorazione. Speranzoso, chiamo il 187 e provo di nuovo a richiedere questa benedetta INTERNET FIBRA. Al 187 la richiesta risulta ancora in lavorazione (!!!!!!), gli dico guardi ci deve essere un errore, mi è arrivata comunicazione dal sito che la richiesta è stata annullata, niente da fare. Rinuncio.

11/06/2014 – Ricontatto di nuovo il 187 sperando in maggiore fortuna. Stavolta trovo un operatore che nonostante la richiesta risulti ancora in lavorazione, non si sa come riesce a inoltrare comunque una nuova richiesta. Mi fa prendere un appuntamento con il tecnico per il sabato pomeriggio. Mi rimetto fiducioso in attesa.

13/06/2014  – Ricevo l’email di attivazione del servizio INTERNET FIBRA da parte di Telecom. ALLELUJA. Forse ce l’ho fatta. A questo punto deve solo venire il tecnico con il modem a farmi il passaggio in centrale e il gioco è fatto.

14/06/2014 – Arriva il tecnico. Collega il modem, mi dice che va in centrale a fare il cambio di linea. Torna su, aspettiamo un po’, il modem non si allinea. Strano. “Vado a controllare”. Mezz’ora di attesa, il tecnico non torna. Vado giù a chiedergli cosa sta succedendo, mi dice che risulta che la mia richiesta è in fase di annullamento e che quindi la linea non è attiva ( avrebbero potuto anche dirglielo prima di mandarmelo a casa però!!). Mi ricollega la vecchia ADSL e mi dice “Guardi, non so cosa dirle, evidentemente si sono sbagliati, la ricontatteranno dal commerciale”

14/06/2014 – Esasperato, decido di sfogarmi contro la pagina Facebook di Telecom dicendogliene quattro. Il mio grido di dolore viene raccolto da qualcuno dell’assistenza, che cerca di aiutarmi. Gli spiego la situazione in un messaggio privato, copiando e incollando quanto scritto qui sopra. Mi dicono che si, hanno verificato che c’era un problema ma che adesso “l’appuntamento è stato rimodulato oggi in seguito al blocco della Fibra ed è fissato per Martedì 17 tra le 08:30 e le 9:00″. Ok, forse stavolta ce l’ho fatta davvero. In fondo si tratta solo di aspettare altri due giorni, cosa vuoi che siano. Aspetto fiducioso e ringrazio l’assistenza fornita tramite Facebook…

17/06/2014 – A casa non si presenta nessuno. Vado al lavoro con gli zebedei che mi girano a duemila, visto che per aspettare il tecnico che non si è presentato ho fatto anche tardi. Al rientro a casa chiamo il 187 e li riempio di improperi. Il povero malcapitato di turno mi lascia sfogare, poi mi chiarisce che in realtà l’assistenza clienti Facebook ha visto male: l’appuntamento era stato si rimodulato, ma al contario. Era fissato in origine per il 17, poi era stato anticipato a Sabato 14. Quindi non c’è stata nessuna rimodulazione, la mia richiesta risulta ancora in lavorazione ed ad oggi non è in grado di darmi nessun aggiornamento. Inoltra l’ennesimo sollecito e mi congeda. Ovviamente dal fantomatico “reparto commerciale” di cui mi aveva parlato il tecnico non si è fatto nel frattempo sentire nessuno

09/07/2014 – Dopo venti giorni di paziente attesa, ricontatto tramite messaggio privato l’assistenza via Facebook facendo presente che sono ancora in attesa che qualcuno mi contatti. Mi rispondono “Ciao Gianrico, ci scusiamo per questo ritardo nella gestione, ti informiamo che abbiamo appena inoltrato al settore di competenza un reclamo, per segnalare quanto capitato. Contiamo di darti notizie certe nei prossimi giorni. Buona giornata.

16/07/2014 –  Le fantomatiche “notizie certe” non sono ancora arrivate. Segnalo la cosa di nuovo all’assistenza Facebook sperando che si faccia vivo qualcuno. Per muovere un po’ le acque decido di scrivere anche al 187.it tramite form web segnalandogli il fatto che da due mesi ho due richieste in lavorazione per internet fibra che forse si bloccano a vicenda, chiedendogli di annullare una delle due e di mandare avanti l’altra.

19/07/2014 – Ancora nessuno sviluppo. Riprovo chiamando il 187. Mi risponde una signora molto gentile che pare prenda a cuore la vicenda. Si fa spiegare tutto, legge tutte le note lasciate dagli altri operatori e mi dice “no, mi sembra che qui non se ne venga fuori in questo modo. Facciamo una cosa, domani passo questa pratica al mio responsabile. Diamo alla pratica un percorso privilegiato, dovrebbero contattarla già lunedì sera o al massimo martedì”. Chiudo speranzoso.

28/07/2014 – Ancora una volta, si  era trattato di una pia illusione. Dopo dieci giorni non mi ha contattato nessuno. E pensare che le ho dato sulla fiduca un bel 9 al questionario di soddisfazione che ho ricevuto dopo aver chiamato! Stanco di aspettare, richiamo per l’ennesima volta il 187. Stavolta l’operatrice nel corso della chiamata interpella una TeamLeader, che interviene nel mezzo della telefonata e prende in gestione la mia pratica. Si fa spiegare tutto, prova ad inoltrare la richiesta, non riesce. Si fa lasciare il mio numero telefonico dicendomi che proverà a lavorare la mia pratica e mi ricontatterà domani in mattinata. Un po’ diffidente, mi dico “forse stavolta questa signora veramente prenderà in gestione la mia pratica”. Non posso fare altro che aspettare speranzoso.

 30/07/2014 – Inizio a pensare di essere stato preso in giro anche stavolta dall’ennesimo operatore del 187. Ad oggi, ancora nessun contatto ricevuto.

06/08/2014HABEMUS FIBRA!!!! Finalmente è arrivato il tecnico con il modem e siamo riusciti ad attivare questa connessione! Adesso mancano solo i due cordless DECT dell’ozione “Facile Mini DUO” e poi possiamo considerare finalmente chiusa questa odissea.

19/08/2014 – Ad oggi ancora nessuna traccia dei due cordless DECT promessi. Chiamo il 187, mi dicono che è normale trattandosi di periodo di ferie (ok, siamo nella settimana di ferragosto, lo capisco), comunque sollecitano, i telefoni dovrebbero arrivare a breve.

22/08/2014 – Arriva il corriere che mi consegna i Telefoni provenienti da Telecom. Apro il pacco e scopro l’ORRORE. Nel pacco non ci sono i due cordless DECT, ma un telefono SIRIO CLASSICO. Non solo. Controllando la mia e-mail, scopro di aver ricevuto una comunicazione da telecom (protocollo numero 164218024) nel quale vengo avvisato del fatto che il costo del telefono (la modica cifra di 40 euro) mi verrà addebitato in bolletta. Imbufalito procedo subito a chiamare il 187. Ciliegina sulla torta, i sistemi di Telecom non funzionano e, oltre a dover chiamare tre volte a causa di altrettante cadute di linea mentre stavo parlando con l’operatore, gli operatori non riescono nemmeno ad interrogare i sistemi per vedere lo stato delle mie pratiche e non riesco neanche a formalizzare il reclamo. Vengo avvisato del fatto che devo recarmi in posta per restituire a mie spese il telefono non richiesto. LA TELECOM MI MANDA UNA COSA CHE NON HO CHIESTO, E ANZICHE’ DIRE “CI SCUSI, VENIAMO SUBITO A RIPRENDERCI L’ARTICOLO CONSEGNATOLE PER ERRORE” TOCCA A ME PERDERE UNA MATTINATA, ANDARE IN POSTA E FARGLI LA SPEDIZIONE PER RIMANDARGLIELA INDIETRO!!!! GRAZIE TELECOM PER LA SPLENDIDA CUSTOMER EXPERIENCE E PER L’ECCELLENTE CUSTOMER SERVICE!!!!  Invio immediatamente un fax a Telecom comunicando l’accaduto. Ad ogni modo lunedì andrò in posta a spedire il telefono, e mi metterò immediatamente in contatto con Altroconsumo (fortunatamente sono abbonato alla rivista e quindi ho diritto alla loro tutela legale). Questa storia è veramente pazzesca ed io mi sono veramente stancato, adesso metto in mezzo loro e spero che pubblichino quanto accaduto sulla loro rivista.

25/08/2014 – Chiamo il 187 e riesco a formalizzare il reclamo. L’operatrice mi dice che adesso è tutto chiaro, che da Roma non si sa per quale motivo mi hanno affibbiato questo Sirio Classico invece di mandarmi i due cordless DECT, e che adesso farà reclamo per sistemare la cosa.

01/09/2014 –  Mentre sono fuori casa ricevo un avviso di tentata consegna di qualcosa. Il pacco è in giacenza alle poste. Ho quasi paura di andarlo a ritirare, perché non so veramente cosa aspettarmi, ma in realtà stavolta scopro che sono finalmente arrivati i due codless DECT.

05/09/2014 – Mi chiama un operatore e mi chiede l’indirizzo dove deve spedire il Cubovision. Mi assale lo sconforto. Le dico “guardi signorina io non so più veramente cosa dire, avevo chiesto espressamente che il cubovision non mi venisse consegnato (e già questo dovrebbe far capire a quelli di Telecom che dovrebbero rivedere un attimino la loro offerta.. perché se un loro cliente non lo vuole neanche regalato per sei mesi, un motivo ci sarà!!!), l’avevo detto che non lo voglio neanche gratis perché dopo mi tocca andare a riconsegnarlo dopo 6 mesi e non me ne farei assolutamente nulla”.. “ah mi scusi va bene le annullo l’ordine allora e non glielo consegno, stia tranquillo”.. si, come no.. dopo tutto quello che mi è successo a questo punto mi aspetto a breve un corriere sotto casa con il Cubovision in mano!!!!

SE E’ SOGNO, NON SVEGLIATEMI

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Primo: si tolgono le Maserati a quei boiardi di stato che avevano ben pensato di farsele prendere come autoblu pagandole con i soldi nostri.

Secondo: anziché metterle all’asta nel solito giro riservato ai soliti noti, e farle andare a finire ai soliti amici degli amici a quattro spicci, si mettono in vendita su Ebay, con asta aperta a tutti!

Se è un sogno non svegliatemi. Per la PRIMA volta, dopo qualche decennio, vedo un VERO e TANGIBILE segno di cambiamento.

http://www.corriere.it/economia/14_marzo_26/auto-blu-maserati-la-russa-ebay-0ee4335a-b4d6-11e3-a6d7-e7d475c5f9ab.shtml

Giustizia è fatta (una volta tanto)

Causa un danno erariale di 600 mila euro promuovendo in blocco 445 dipendenti a Dirigenti.

Lo stato decide di pignorargli il vitalizio a copertura dei 600 mila euro

Una volta tanto giustizia è fatta.. fino al prossimo ricorso.

http://roma.corriere.it/roma/notizie/politica/14_febbraio_16/ex-assessore-paga-il-vitalizio-condanna-corte-conti-c805af66-96f0-11e3-bd07-09f12e62f947.shtml

Perché è sceso lo spread

 

Altro che Monti

http://www.corriere.it/economia/13_febbraio_21/bce-acquisto-titoli-stato-italia_e882f992-7c2f-11e2-9e78-60bc36ab9097.shtml

Non credo serva aggiungere altro

p.s. sarà un caso che ieri, giornata in cui è uscita la notizia, i mercati tutto ad un tratto sono andati in rosso, con l’Italia peggiore borsa europea a -3,13 punti percentuali?

 

Due pesi e due misure

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Con il nuovo redditòmetro, lo stato utilizza ancora una volta (reiterando quella che sta diventando purtroppo una incivile tradizione in materia tributaria) il criterio della presunzione di colpevolezza: ossia all’atto dell’accertamento, spetta al contribuente l’onere della prova per dimostrare che non ha evaso.

Al di là delle valutazioni sul barbaro e muscolare approccio in termini di diritto che lo stato continua ad avere nei confronti di quelli che, evidentemente, non sono cittadini ma semplici sudditi da spennare, non si può non notare come i nostri governanti tendano oramai da tempo ad utilizzare in ambito legislativo due pesi e due misure.

Quando si tratta infatti di legiferare su temi che la riguardano da vicino, la classe politica è sempre molto attenta ed estremamente garantista nella stesura di norme e procedure. Tra gradi di giudizio, difetti di notifica, garanzie processuali, eccezioni di legittimità ed istanze di ricusazione (prima che arrivasse Berlusconi al governo confesso che ignoravo persino l’esistenza ed il significato del termine ricusazione) ci ritroviamo uno stato con un quadro legislativo talmente pelosamente iper-garantista dall’aver realizzato una impunità de facto per tutta una serie di reati. Facendo ricorso ad un buon avvocato, ed avendo a disposizione le risorse economiche per poter sostenere i costi giudiziari e tirare in lungo, in moltissimi casi la prescrizione è matematicamente garantita prima ancora di iniziare il processo. Tipicamente e maggiormente questo accade per i reati di concussione / corruzione, guardacaso proprio quelli a cui la classe politica è più esposta.

Quando invece si tratta di sfilarci soldi dalle tasche lo stato non va mai troppo per il sottile: siamo sempre tutti colpevoli di evasione fino a prova contraria. Il contribuente deve poter dimostrare che ha ragione, oppure deve pagare e tacere.

L’importante del resto è stanare gli sporchi evasori nemici della patria (e dell’estabilishment, aggiungo io). Se poi qualche contribuente onesto finisce per errore nelle feroci maglie del controllo fiscale, e, pur avendo ragione, non riesce a dimostrarlo, pazienza. Che paghi anche lui, suvvia: Parigi val bene una messa.

Non bisogna tra l’altro dimenticare che, anche qualora il malcapitato contribuente abbia ragione, dal momento che le contestazioni hanno da tempo immediato effetto esecutivo, egli deve pagare comunque, prima ancora di accertare se la pretesa dello stato sia legittima o meno. Il criterio che lo stato utilizza è chiaro: se il contribuente è un presunto evasore fino a prova contraria come tutti i presunti colpevoli egli è prima tenuto a pagare. Poi, forse, un domani e con calma, qualora riuscisse a dimostrare che aveva ragione, riavrà indietro soldi. Non ottenendo una vera restituzione in denaro liquido, ovviamente (ohibò, cosa andate mai a pensare), ma uno sconto sulle future tasse che il suddito, presto o tardi, avrebbe comunque  dovuto versare. Del resto è risaputo che lo stato non restituisce mai indietro il denaro che prende.

Niente di nuovo sotto il sole, insomma, già da tempo siamo abituati a questo approccio: Equitalia docet.

La novità però stavolta (ed in questo lo stato ribaldo continua a spostare sempre più in avanti il limite dell’indecenza e del sopruso) consiste nel fatto che per le voci non monitorabili direttamente dal redditòmetro, nel caso in cui il contribuente dichiari di spendere meno della media calcolata dall’istat, vale comunque il dato medio.

Cioè se il contribuente spende più della media lo stato prende per buono il valore dichiarato, se il contribuente spende meno della media lo stato considera la media: l’importante è che venga sempre preso il valore a vantaggio dello stato (ed a svantaggio del contribuente).

Siamo alla follia pura. A parte la paurosa asimmetria giuridica degna delle peggiori dittature africane, mi chiedo: se è già difficile dimostrare di aver fatto acquisti di tre o quattro anni fa, come si può dimostrare di non aver speso?

Ma cosa ce le poniamo a fare queste domande: siamo sudditi che non hanno diritto di pensare. Dobbiamo semplicemente pagare, stare zitti e ringraziare che lo stato sia così magnanimo da chiederci solo il 70% di quello che percepiamo (record assoluto nel mondo civilizzato se si escludono le feroci dittature ed i paesi del blocco ex-sovietico).

Di fronte a questa situazione, un pensiero mi consola: a me pare che siamo di fronte agli ultimi rantoli di una bestia stremata che, oramai prossima ad una morte di stenti per mancanza di risorse fagocitabili, cerca muscolarmente e disperatamente di accaparrarsi ancora qualsiasi cosa le capiti a tiro e che le possa garantire, ancora per un po’, una sempre più difficile sopravvivenza.

Siamo insomma di fronte alla disperazione dello stato-leviatano che, agonizzante e stremato, utilizza le ultime energie di cui dispone per cercare disperatamente (meglio: velleitariamente) di continuare quanto più possibile a rimandare la ineluttabile fine che comunque lo attende.

L’unica consolazione insomma è che si tratta dell’ennesimo disperato colpo di coda di uno stato incivile, ladro, e cialtrone destinato comunque ad implodere, in un periodo di tempo non troppo lungo.

Suggerisco a tutti la illuminante lettura di questo lucidissimo post di Giuseppe Sandro Mela per capire  quello che ci attende nel nostro futuro prossimo.

Come diceva qualcuno, “L’ottimismo è il profumo della vita“.

W L’EUROPA UNITA

L’Unione Europea assicura:  “gli strumenti ci sono, scudo anti-spread compreso”.

Monti: “più risorse al fondo salva-stati”.

Il governo spagnolo: “non abbiamo bisogno di salvataggi”.

La Bundesbank: “una riduzione dell’Eurozona non è da escludere”.

La Spagna chiede a Bruxelles “l’applicazione immediata degli accordi presi al consiglio europeo di fine giugno, tra cui lo scudo antispread”.

Anzi no, sono le tre capitali (Parigi, Roma e Madrid) che chiedono l’applicazione immediata delle misure Ue antispread.

Anzi no, poi Parigi e Roma smentiscono, e la Spagna dice “no, non abbiamo mai detto che esiste una dichiarazione congiunta”.

Scudo Antispread? Quale scudo Antispread? Al momento non è attivo. Bisognerà attendere settembre, data in cui si pronuncerà la Corte Costituzionale di Karlshure sul Fiscal Compact e sull’Esm. Solo dopo la decisione della Corte, la Germania potrà ratificare. Fino a quel momento, il Fondo di stabilità è incompleto e l’Eurozona è senza protezione anti spread.

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